Un libro al mese

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Bertolt Brecht
VITA DI GALILEO
Einaudi, 1998

 

La lotta della ragione contro il pregiudizio ed il paradigma esistente. Tuttavia non una lotta tra il bene il male ma, come capita nella vita reale, una lotta condotta da esseri umani, portatori di tutte le loro contraddizioni e debolezze. Nei quindici atti che compongono la piece teatrale dell'autore tedesco, Galileo Galilei segue una sua traiettoria. Dall'ardore della gioventù con una fiducia illimitata nell'uomo, nel suo pensare, nell'uguaglianza della ragione, all'età matura,

dove tutto è più complicato o per lo meno, se anche rimane chiaro cosa dovremmo fare l'agire diventa più ragionato, le conseguenze dei nostri atti più importanti degli atti stessi. E così la verità, anche se è verità, non si fa strada da se, riesce ad imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo.

Il punto d'arrivo della vita di Galileo è l'abiura della teoria della rotazione della terra dinnanzi alla Santa inquisizione. Naturalmente per la Chiesa dell'epoca l'astronomia e le leggi del moto dei pianeti non erano l'obiettivo. L'ordine costituito, l'immutabile organizzazione sociale non poteva e non doveva essere discussa e messa in dubbio. Una crepa nel sistema di riferimento aristotelico avrebbe potuto minare l'intero ordine. Come tante volte nella storia, la ragione è di per se sovversiva in quanto, per definizione, non disponibile a compromessi che attenuino le conseguenze delle sue deduzioni. Però non tutto è così limpido e cristallino.

L'abiura mette Galileo fuori dai ranghi della scienza perché Galileo è innanzitutto un uomo ("Sventurata la terra che ha bisogno di eroi"): il suo non è un atto premeditato, nonostante i sui allievi cerchino, proprio con quella ragione che lui ha difeso per tutta la vita una giustificazione. Galileo è un uomo, poteva essere coerente con la sua vita di scienza e bruciare vivo cosi come bruciò Giordano Bruno. Galileo invece decide di abiurare e cosi può continuare a fare scienza, ma più per vizio che per vocazione. Il suo più caro allievo, Andrea Sarti, a cui Galileo affida il suo ultimo manoscritto rappresenta la speranza per il futuro in continuità con una vita dedicata alla verità. Una speranza di cui tutti noi abbiamo bisogno.

Una grandissima riflessione, sulla ragione dell'uomo, il suo senso più profondo, calata in una realta tutta terrena piena di contraddizioni e governata da tutt'altre priorità. Nonostante tutto la ragione resta l'unica speranza per l'umanità e l'educazione ad essa l'unico percorso che può cambiare, in meglio ed in profondità la mentalita dell'uomo.

(LUGLIO 2013: SxT-libroalmese)/Marco Battaglieri

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