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ATLANTE OCCIDENTALE
Daniele Del Giudice

"Atlante Occidentale", un manuale per capire il nostro tempo e la nostra cultura, Occidentale, appunto. Come uno di quei manuali di geografia che un giorno ci potrebbe indicare la nostra posizione nel mondo.
La descrizione profonda della realtà che ci circonda: che sia il modo subatomico oppure quello altrettanto 'irreale' delle cose, delle persone e dei sentimenti. Pietro Brahe, il giovane fisico alla ricerca del suo santo Graal in un esperimento presso il grande acceleratore di Ginevra e il vecchio scrittore Ira Epstein, posato gentiluomo proveniente da altri tempi che tutto ha capito del tempo in cui l'uomo vive, eterno, immutabile e universale. Due punti di vista così diversi sulla realtà ma allo stesso tempo uniti da una affinità elettiva che lega gli uomini, tutti gli uomini in una silenziosa comunione troppo pudica per essere dichiarata esplicitamente ma continuamente rinnovata in quei piccoli gesti che rendono gli uomini esseri umani. Nel mondo della scienza non contano i meriti acquisiti, e così il giovane Brahe fronteggia il premio Nobel Wang che cerca di imporre la sua autorità senza riuscirci. E' una ruota che gira ed ora è il suo turno. Le notti passate a soffrire ad analizzare i dati quando "la stanchezza diventa così sottile e liquida che continuare sembra la cosa meno faticosa". Il cauto ottimismo e le due gambe, una sana che vuole correre avanti e vedere quello che vorremmo vedere, frenata dall'altra, quella malata, che invece rallenta la corsa e chiede una ulteriore verifica di tutto prima di fare il passo successivo. Nel mondo degli uomini e delle cose le parole servono per capire e per capirsi. E così il vecchio Epstein descrive con estrema precisione cose e sentimenti, guarda tutto, vede tutto e mette a disposizione i suoi occhiali di parole perché anche gli altri 'sentano'. Non basterà allo scrittore ricevere un 'grosso premio' ne' al giovane fisico avere finalmente trovato 'l'eccesso statisticamente significativo' per cambiare il loro rapporto, la silenziosa intimità con qualcun'altra di cui ogni uomo ha bisogno. La storia è finita ma: "L'importante non era scriverla, l'importante era provarne un sentimento". Un libro bellissimo che riesce a descrivere le attitudini e le relazioni col resto mondo dei fisici che fanno ricerca, esseri umani tra esseri umani.

(novembre 2012: SxT-libroalmese)/Marco Battaglieri