Rubrica biografie

Wertheimer Max

Minibiografia a cura di Franco Luigi Fabbri

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(1880-1943) Nacque a Praga, durante gli studi universitari a Würzburg studia prima legge e poi si dedica alla filosofia. Tra il 1905 e il 1912 prosegue i suoi studi presso le università di Berlino, Praga e Vienna. A partire dal 1912 a Francoforte si dedica, insieme a due assistenti più giovani Kohler e Koffka, allo studio della percezione visiva. Si racconta che l’intuizione di studiare i processi della percezione visiva gli sia venuta dall’aver avuto occasione di vedere uno stroboscopio in un negozio di giocattoli per ragazzi. Questi studi pongono le fondamenta della "Gestalt Theorie", teoria della forma , che enuncia nel 1913 partendo dalla critica alla teoria associazionistica di Pavlov, ritenuta troppo analitica e priva di un riferimento sintetico all'attività intellettiva. La teoria introduce un nuovo approccio (macroscopico invece che microscopico) agli studi psicologici, principalmente a quelli della percezione. Nella psicologia della Gestalt il totale non è mai la somma delle sue parti.

ScienzaPerTutti_gestalt_casi_studioDal 1916 al 1925 lavora all’Università di Berlino (dal 1922 come professore straordinario). Nel 1921 Wertheimer, Kohler, Koffka, Kurt Goldstein e lo psichiatra Hans Gruhle fondano la rivista Psychologische Forschung (Ricerca Psicologica), che diventerà il veicolo primario delle pubblicazioni della Gestalt theorie. A questi anni risale anche la sua amicizia con Albert Einstein icona_biografia, che gli concede varie interviste.

Le dinamiche psicologiche studiate da Wertheimer vengono portate, a livello di dinamiche sociali, da Lewin (con la teoria del "campo psicologico" o "spazio vitale"). Nel 1925 torna a Francoforte come professore ordinario. Nel 1933 lascia la Germania attraverso la Cecoslovacchia verso gli Stati Uniti, dove insegna alla New School for Social Research in New York. Negli ultimi anni della sua vita si dedica alla psicologia dell’ apprendimento e scrive il libro Productive Thinking ( uno dei capitoli è dedicato a "Einstein: The Thinking that led to the Theory of Relativity), che fu pubblicato postumo, influenzando molti scienziati americani e contribuendo alla diffusione della filosofia della forma negli Stati Uniti. Muore a New York nel 1943.

 

 

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