Rubrica biografie

Zenone di Elea

Minibiografia a cura della redazione Sxt

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(fine del VI e inizio del V secolo a.C. ) Zenone, nacque e visse ad Elea, l’odierna Velia, in Campania, vicino a Salerno tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C. Egli fu allievo di Parmenide delle cui idee fu, secondo la tradizione, accanito sostenitore e difensore. Accompagnò Parmenide e ad Atene, dove insegnò filosofia per alcuni anni, diffondendo la dottrina della metafisica eleatica parmedea basata sull’essere. In seguito egli tornò ad Elea e partecipò ad una cospirazione per liberare la sua città natale da un tiranno; il complotto fallì e Zenone, sottoposto a tortura, rifiutò di denunciare i complici. Abbiamo notizie di una sola opera, intitolata "Sulla Natura” di cui restano cinque frammenti. Platone nella sua opera su Parmenide illustra le argomentazioni con le quali Zenone (Platone, Parmenide, 128b) tentò di dare rafforzare e consolidare l’idea dell’essere di Parmenide. Per fare ciò Zenone utilizza la dimostrazione per assurdo. Il metodo si basa sulla negazione della tesi che si vuole dimostrare prendendo per veritiera quella contraria, così facendo si arriva ad una contraddizione logica, la quale porta a dire che la tesi iniziale è vera. In questo senso Zenone è colui che per primo ha inventato il metodo della "dimostrazione per assurdo" ed è l’iniziatore della dialettica, cioè del metodo confutatorio. Famosi sono i suoi quattro paradossi icona_glossario sviluppati, ancora una volta in difesa dell' essere, contro il concetto di movimento icona_miniapprofondimento . Questi famosi paradossi hanno fornito spunti alla filosofia e alla matematica per molti secoli ed ancora oggi sono argomenti di dibattito degli esperti di logica e filosofia analitica . Ricordiamo che una delle prime risposte filosofiche fornite ai paradossi di Zenone venne da Democrito che analizzò i paradossi considerando due piani distinti di ragionamento: quello matematico e quello fisico. Da un punto di vista matematico, da un punto di vista astratto, ogni ente è sempre (pitagoricamente) infinitamente divisibile in parti (per es. i segmenti o i solidi), la divisione aritmetica è possibile sempre e non ha fine. Da un punto di vista fisico invece c’è sempre un limite alla divisibilità e questo è l’atomo il corpuscolo materiale non più indivisibile. Ci troviamo di fronte a una prima distinzione tra un infinitesimo potenziale (astratto, matematico, sempre possibile) e un infinitesimo attuale (dato nella realtà, compiuto). Il problema sollevato dai paradossi di Zenone era quello della regressione, dello zero e dell’infinito. Gli antichi greci non conoscevano infatti il concetto dello zero e non sapevano come trattare l’infinito. Solo nel XVII secolo lo sviluppo del calcolo infinitesimale, fornì alla matematica uno strumento rigoroso che consentiva di trattare i cambiamenti infinitesimi in maniera distinta e diversa dallo zero.

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