ESPERIMENTI DI CARTA

kloedi Tiziano Virgili

Può sembrare anacronistico proporre nell’era della realtà virtuale la realizzazione di modellini di carta, eppure quest’arte antica mantiene ancora oggi vivo tutto il suo fascino. I “papercraft”, come sono definiti, possono essere delle dimensioni e delle complessità più varie. Si tratta in sostanza di oggetti costruiti incollando tra loro elementi di carta sagomati e piegati in modo opportuno. Girando su internet, è possibile trovare papercraft di ogni cosa, dai monumenti celebri agli edifici tipici, dai mezzi di trasporto agli oggetti di uso comune, fino anche alla riproduzione di star del cinema o dei fumetti (in particolare dei manga giapponesi). Maggiore è il livello di dettaglio e più complicato è anche lo sviluppo e la successiva costruzione. Lo sviluppo di oggetti complessi su un piano bidimensionale è un’operazione assolutamente non banale che richiede programmi dedicati. In sostanza l’oggetto viene “geometrizzato”, ossia la sua superficie curvilinea viene approssimata con una serie di piani che poi vengono sviluppati su uno o più fogli. Nel caso di esperimenti di fisica (anche complessi) gli elementi principali sono già in forma di solidi elementari, almeno in prima approssimazione. Per questo motivo, anche senza utilizzare software specializzato è possibile sviluppare in modo relativamente semplice la struttura degli apparati. E’ quello che è stato fatto per alcuni importanti esperimenti dell’INFN come KLOE, ai Laboratori Nazionali di Frascati, e ALICE al collider LHC del CERN. I modellini (illustrati nelle figure in basso) sono attualmente reperibili presso le rispettive sedi.

 

alice

L’esperimento ALICE al CERN

 

 

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