Talete di Mileto

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Biografia estratta dal sito http://www.biblio-net.com a cura di Simon Pietro Secci

Nel VII secolo a.C. i saperi scientifici ed in particolare la matematica sbocciata nella mezzaluna fertile era un insieme di regole sparpagliate il cui utilizzo serviva per lo scioglimento di incognite specifiche. Un uomo riuscì a padroneggiarle. Talete, commerciante nativo di Mileto, venne al mondo nel 634 a.C., fu un uomo sveglio e pronto ad intuire, anche nella vita pratica, molte soluzioni di problemi che per l’epoca apparivano difficilissimi o senza rimedio. Nel corso dei suoi viaggi in Egitto e in Babilonia venne a contatto delle culture scientifiche, assimilando numerosi concetti fra cui il teorema delle rette complanari, gli strumenti e le tavole astronomiche babilonesi. Si dice che un mercante si rivolse a Talete per un consiglio: uno dei suoi asini imparò a rotolarsi nell’acqua del fiume tutte le volte che doveva trasportare un carico di sale. Non poteva disfarsene perché era giovane e robusto, ma allo stesso tempo non voleva perdere la merce. Talete consigliò, argutamente, di caricare l’asino di spugne e di fargli attraversare un corso d’acqua. Il problema fu risolto. Riuscì anche, con una semplice proporzione, a valutare l’esatta altezza delle piramidi, sfruttando l’ombra di un bastone e l’ombra della piramide. Inoltre previde un ottimo raccolto di olive, prese in affitto tutti i frantoi e poi li subaffittò a prezzi molto vantaggiosi per lui. Gli antichi lo consideravano uno dei sette savi, i moderni il padre della filosofia. Fondatore della Scuola di Mileto decifrò l’arché (principio primo) nell’umidità in quanto l’acqua impregna tutta la materia (ilozoismo panteistico). In essa, i contemporanei, vedono il riecheggiare di antiche cosmologie che descrivevano masse vorticose d’acqua nel caos primigeno. Durante i giochi olimpici, gli spettatori dovevano assistere con il capo scoperto per rispettare le fatiche degli atleti sotto il sole: nel corso di queste gare, nel 548 a.C. Talete morì d’insolazione.

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