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espertominiDicembre 2014 da Giuseppe

Salve, vorrei porvi alcune domande a cui non riesco a trovar risposta.Vorrei sapere come si svolge il lavoro di un fisico, ad esempio teorico o un astrofisico perchè è quello che voglio fare ma non sò realmente in cosa consiste. Se è come si vede in tv facendo un esempio banale un telefilm che io adoro "The big bang theory" in cui si lavoro tutti i giorni a calcoli, esperimenti ecc.. O magari non so ci si dedica ad esempio solo alla teoria delle stringhe, o a studiare la materia oscura... Oppure consiste in tutt'altro? Il mio sogno e quello di diventare un grande fisico, facendo quante piu scoperte importanti possibili (Poco ambizioso vero? xD) Poi vorrei chiedervi anche se ci sono dei libri di testo anche universitari che mi consentano di acquisire delle nozioni di fisica universitarie cosi da trovarmi già abbastanza preparato. E infine come funziona il percorso universitario per diventare fisico ad esempio teorico e quello lavorativo? Nel senso: il dottorato,il f! inanziamento di ricerche... Sono davvero molto spaesato dato che non conosco assolutamente questo mondo che però tanto mi affascina. Concludo ringraziandovi in anticipo per le vostre risposte e dicendovi che piu metterete risposte dettagliate ed approfondite meglio è perchè sono davvero 0!

Caro Webnauta, la tua domanda non è inusuale: alcune delle risposte a dubbi analoghi ai tuoi su corso di studi e prospettive di lavorative di un fisico sono riportate nel Tazebao. E’ naturale che tu ti ponga il problema di se e come assecondare la tua passione per la fisica ed è anche naturale che il futuro non ti appaia chiaro come lo sono presente e passato. L’incertezza è dovuta al semplice fatto che la catena di eventi che determinano il futuro stesso non è prevedibile poiché influenzata da fattori non noti, alcuni dei quali anche casuali. Esiste comunque un elemento che può dare ordine ed orientamento ad una prospettiva apparentemente caotica ed impenetrabile come il futuro, tale elemento, come in altri campi, è rappresentato dalla motivazione e determinazione individuali. Per quanto influenzato da fattori esterni e difficoltà, il tuo futuro dipende in gran parte da te, dalla tua capacità ed abnegazione.

Nello specifico, la carriera di un fisico inizia dalla formazione universitaria. Il corso di studi di fisica è attualmente strutturato in una laurea triennale seguita dai due anni della magistrale. A questo fa seguito il dottorato di ricerca della durata di tre anni. La laurea triennale si ripropone di fornire una preparazione di base generale e dà tempo e strumenti allo studente di maturare ed orientare il proprio interesse verso un tipo di fisica piuttosto che un altro. La successiva laurea magistrale prevede invece una scelta verso quella che potrà essere l’attività futura, sia nel campo della ricerca che nel mondo esterno. Il dottorato pone infine lo studente di fronte alla prima vera e propria attività di ricerca personale, ovviamente con l’ausilio del Docente. Terminato il dottorato, la prospettiva è quella di dare continuità alla propria attività all’interno dell’Università, solitamente tramite assegni di ricerca (rinnovabili fino a quattro anni) oppure provare un esperienza all’estero. Per tua tranquillità ti posso dire che non sarà parte dei tuoi compiti reperire direttamente fondi per la ricerca in questa fase, ma dovrai essenzialmente dimostrare di meritare il supporto che ti consenta di continuare la tua ricerca e maturare un’esperienza tale che un giorno ti permetta di applicare per una posizione da ricercatore in un laboratorio o da docente all’università.

Per quanto riguarda il mestiere del fisico, fammi esprimere un paio di considerazioni. Innanzitutto ciò che motiva un fisico, non è la ricerca della notorietà, ma il piacere infantile della scoperta, la consapevolezza di spingere oltre il confine della conoscenza umana. Inoltre, contrariamente all’impressione che si ricava dai mezzi di informazione che tendono ad esaltare l’individualità del singolo, la ricerca contemporanea non può prescindere dal lavoro di collaborazione. Le scoperte non sono più il risultato di un'unica mente geniale, ma, piuttosto, del lavoro di un gruppo coordinato. L’esperienza umana di collaborare in un gruppo di persone che non si distinguono per nazionalità, razza o religione, ma solo per interesse, capacità e competenza rappresenta un valore aggiunto all’attività di un fisico e di chi fa ricerca in generale.
La Redazione di ScienzaPerTutti

espertominiOttobre 2014 da Fabio

Facendo una ricerca sul modello standard delle particelle, mi sono imbattuto nella "rottura spontanea della simmetria", che da quanto ho capito gioca un ruolo fondamentale nel modello ed é anche collegata al meccanismo di Higgs. Potrebbe chiarirmi in termini comprensibili il concetto di simmetria in fisica e la spontanea rottura della simmetria? Grazie mille

Caro Fabio, il concetto di simmetria in fisica gioca un ruolo fondamentale dovuto principalmente al fatto che sistemi simmetrici sono descritti da equazioni più semplici e pertanto risultano più facilmente studiabili e comprensibili. La domanda proposta interessa un argomento di attualità e dalle molteplici sfaccettature, che è stato trattato in modo chiaro ed approfondito nel Percorso Divulgativo "Il Bosone di Higgs". In particolare la rottura spontanea della simmetria è discussa nel secondo capitolo, al quale rimandiamo per approfondimenti.
La Redazione di ScienzaPerTutti

espertomini4 ottobre 2014 da Marco

Salve, volevo porvi una domanda a cui - per via delle mie ancora scarse competenze in materia, sebbene mi appassioni - non riesco ancora a darmi una risposta. La domanda è questa: cosa si intende - in fisica - per il nulla? Quando facciamo colare tutta l'acqua da una bottiglia siamo soliti a dire che questa ora è vuota. In realtà mentiamo, dentro non c'è più acqua però c'è dell'aria. Supponiamo di avere un macchinario che aspiri tutta l'aria al suo interno rendendo la bottiglia di plastica sottovuoto. Ora possiamo dire realmente che dentro quella bottiglia non ci sia nulla. Ora spostiamoci nello spazio, al di fuori dell'orbita terrestre. Le stelle e i pianeti sono infiniti, ma la maggior parte dello spazio si dice sia vuoto. Io so che vi sono poche o a volte solo una molecola di idrogeno per metrocubo; ma in quello spazio non c'è davvero nulla, oltre a quelle poche molecole, perchè tutto l'universo non collassa come fa la bottiglia senza l'aria? Dentro una bottiglia priva di aria non è possibile muoversi perchè non c'è spazio, ma allora perchè nello spazio si può addirittura "nuotare"? La risposta può stare nella materia oscura? Vi ringrazio anticipo.

Caro Marco, questa tua curiosità è stata già oggetto di un nostro recente percorso.

Ti suggeriamo di consultare il percorso dal titolo "Breve Storia del Vuoto" che puoi trovare nella Sezione PERCORSI DIVULGATIVI del Sito o accedendo direttamente tramite il link  Breve storia del vuoto

Ti ringraziamo per l'interesse e ti invitiamo a continuare a seguici dalle pagine del Sito.
La Redazione di ScienzaPerTutti

espertomini26 Settembre 2014 da Giuseppe

Salve, vorrei farvi 2 domande: 1) Vorrei sapere che prospettive lavorative ci sono andato all'università di fisica e specializzarsi in astrofisica. Dato che sono al 4 anno di industriale settore elettrotecnico secondo voi è una cosa fattibile oppure richiede molta preparazione? Comunque io ho tantissima passione, e lo desidererei tanto fare anche se alcuni mi hanno sconsigliato sia per la difficoltà degli studi, che per quella lavorativa. 2) Un consiglio su il primo telescopio da acquistare. Ho letto tante divergenze su internet e non sò propio quale potrei comprare, naturalmente ad un prezzo diciamo "accessibile". Grazie anticipatamente per le vostre risposte.

Caro Giuseppe, come puoi immaginare, non è possibile dare una risposta chiara e definita alla tua domanda sulle prospettive lavorative di un astrofisico. In genere, è vero che il numero di posizioni è limitato, ma è altrettanto vero che il numero di persone interessate non è numeroso. In un’ottica più generale, devi anche considerare che il mondo della fisica contemporanea sta attraversando un momento di cambiamento. Viviamo una situazione in cui campi di ricerca che erano separati in passato, come quelli dell’astronomia e della cosmologia e della fisica delle particelle elementari stanno trovando dei percorsi comuni. Da questo punto di vista, la figura dell’astrofisico non risulta più così definita e circostanziata come in passato e, specialmente in prospettiva futura, ciò si può riflettere positivamente anche sulle prospettive lavorative. Per quanto riguarda il corso di studi in particolare, l’esperienza insegna che gli studenti incontrano le difficoltà maggiori il primo anno i cui corsi di base di matematica e fisica richiedono una buona preparazione di base. Considera che dovrai aspettare gli anni della laurea specialistica (il quarto ed il quinto) prima di affrontare i corsi dedicati all’astrofisica che interessano a te. Come in ogni campo, un ruolo fondamentale per il successo è giocato dalla motivazione. Veniamo infine alla domanda sul tipo di telescopio. Hai ragione a dire che l’offerta è veramente ampia. Lo sviluppo degli strumenti che si trovano in commercio ha del prodigioso per le potenzialità che offre all’astronomia dilettante. Possiamo darti qualche consiglio generale per aiutare la tua scelta. Il primo è quello di non orientarti un modello troppo elementare che rischia di diventare rapidamente obsoleto per le tue capacità ed i tuoi interessi. In questo senso, considera l’eventualità di acquisire uno strumento usato: con un po’ di pazienza, si possono trovare ottime occasioni che consentono un notevole risparmio rispetto all’oggetto nuovo. Considera infine che per le tue osservazioni, dovrai individuare una opportuna località non contaminata dalle luci dei centri abitati. Immagino tu sappia che il fondo generato dall’illuminazione nutturan delle città rappresenta la maggiore difficoltà per l’astronomia dilettante e, limita le osservazioni a luna, pianeti e poco altro.
La Redazione di ScienzaPerTutti

espertomini23 Aprile 2014 da Giorgia

Buongiorno, vi scrivo perchè ho letto un articolo sul giornale "Il Caffè" riguardo la mostra che tenete a Pisa sugli errori della scienza. Purtroppo non ho occasione per venirla a visitare. E' stata questa lettura che mi ha portato a trovare l'argomento chiave della mia tesina per l'esame di quinta superiore. Se è possibile, richiederei del materiale rispetto a Pierre e Marie Curie, perchè navigando in Internet, ho trovato poche informazioni sullo sbaglio che i due fisici hanno compiuto. Resto in attesa di una vostra risposta. Intanto ringrazio, Saluti

Cara Giorgia, l'ufficio comunicazione INFN ha inoltrato a noi, Redazione di Scienza per Tutti, la tua richiesta di informazioni riguardo agli "errori" compiuti dai coniugi Curie.

A tal proposito, ti invitiamo a leggere il percorso sul neutrino che abbiamo appena pubblicato sul sito di Scienza per Tutti nella Sezione "Percorsi": http://scienzapertutti.lnf.infn.it prestando attenzione alla descrizione della scoperta della radioattività.

Contrariamente ad un certo tipo di convinzione dell'immaginario collettivo che vede il progresso scientifico come un processo di costante avanzamento, la storia della scienza è costellata da circostanze casuali e false interpretazioni. E' merito del metodo scientifico introdotto da Galileo, se, eventi imprevisti e teorie sbagliate, hanno un impatto transitorio e non distruttivo sulla globalità dell'evoluzione scientifica. "Provando e riprovando" era il motto di Galileo, dove il significato di "riprovare" non va limitato al semplice "provare ancora", ma a quello ben più profondo di "confutare".
La Redazione di ScienzaPerTutti

 
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