0419. La nube di Oort

nubi oortCiao vorrei fare una domanda forse un po banale ma... come mai riusciamo a vedere fino all origine dell'universo, mentre quando cerco notizie sulla nube di Oort spesso trovo scritto che osservazioni dirette non sono possibili a causa dell eccessiva distanza? 
da Roberto Ciccotelli

sem_esperto_verde

Effettivamente, a volte certe frasi possono risultare involontariamente poco chiare. In questo caso il punto è nel significato della parola "vedere", che non significa, come nell'uso comune, ricevere luce visibile da un dato oggetto ma, più in generale, ricevere un segnale, sotto una qualunque forma, che possa darci informazioni sull'oggetto stesso. Quindi, nel caso dell'Universo primordiale, quello che si osserva adesso è una radiazione elettromagnetica a microonde, che è il residuo delle radiazioni dovute al Big Bang, detta "radiazione cosmica di fondo". Questa permea tutto lo spazio e quindi può essere osservata localmente. Dall'analisi della radiazione cosmica di fondo si riescono ad ottenere informazioni sulla formazione dell'Universo stesso. Si osserva anche ad es. la radiazione elettromagnetica di galassie molto lontane nello spazio (la luce che osserviamo noi adesso quindi è stata emessa da queste strutture circa una decina di miliardi di anni fa). Questo è possibile perchè queste galassie sono molto luminose (contengono un numero di stelle dell'ordine di cento miliardi di stelle come il nostro Sole) e quindi sono visibili anche da molto lontano. Le comete della nube di Oort invece non emettono luce propria, dato che sono costituite principalmente da gas congelati con dimensioni simili a quelle dei piccoli asteroidi del nostro sistema solare. E' difficile quindi riuscire a ricevere da loro un qualunque segnale. Non emmettendo luce propria, dovremmo ricevere la luce del Sole che si riflette su di loro, ma dato che sono corpi piccoli, molto distanti dal Sole (circa 2400 volte la distanza tra il Sole e Plutone) questo è molto difficile. Le comete sono facilmente osservate quando avvicinandosi al Sole i gas congelati iniziano a sublimare e formano la "chioma" e la "coda" della cometa. A quel punto chioma e coda diventano visibili sia per riflessione diretta della luce incidente del Sole, sia per la luce che emettono in conseguenza della ionizzazione dei gas per effetto del vento solare. E' per questo che paradossalmente è più facile ottenere un segnale residuo dell'origine dell'Universo che un segnale da una cometa nella nube di Oort.

 

Scilla Degl'Innocenti, fisico

ultimo aggiornamento luglio 2014

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