Uno sguardo alla luce

6. Luce colore lunghezza d'onda: gli spettri

di Vincenzo Lucherini

Comunemente abbiamo a che fare con luce non colorata, “bianca”, come quella solare. Questo perchè la luce visibile ordinaria è una sovrapposizione di onde di vario colore che danno come risultato sul nostro occhio appunto il bianco. Con opportuni strumenti, quali ad esempio un prisma, è tuttavia possibile, e Newton per primo lo mostrò, scomporre la luce visibile bianca e vedere separatamente i colori di cui è composta. Questo grazie al fenomeno della rifrazione e della sua dipendenza dalla lunghezza d’onda. Un prisma altro non è che un pezzetto di vetro di forma opportuna, tipo “piramide”. In questo caso i due mezzi sono uno l’aria, dove solitamente viaggia la luce, e l’altro è appunto il vetro. La luce bianca entrando nel prisma si separa nei suoi colori costituenti per effetto della rifrazione il cui angolo dipende dalla lunghezza d’onda e uscendo di nuovo nell’aria tale separazione è ulteriormente accentuata. Ad ogni lunghezza d'onda corrisponde un colore diverso. In tal modo, con un opportuno rivelatore - che in molti casi può essere anche semplicemente l’occhio - è possibile vedere l'insieme dei colori (noto anche come spettro)  che compongono la luce bianca.

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