Archivi di ghiaccio

2. Gli archivi di ghiaccio

di Enrico Bernieri

Possiamo immaginare un ghiacciaio come un enorme libro le cui pagine sono gli strati di ghiaccio. Ogni strato, costituito dalla neve che cade ogni anno e che viene compressa dagli strati successivi fino a trasformarsi in ghiaccio, contiene numerose informazioni sui contenuti dell’atmosfera: polveri, gas, sostanze chimiche, isotopi icona_glossario. Inoltre gli scienziati hanno inventato delle tecniche per risalire dall'analisi del ghiaccio alle variazioni di temperatura dell’atmosfera.

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Non tutti i ghiacciai sono buoni libri. E’ necessario che la neve non si sciolga e anche che il ghiacciaio non si muova troppo, per non mischiare tra loro le pagine. Per questo i ghiacciai migliori sono quelli dell’Antartide, dove fa molto freddo ed i ghiacciai costituiscono delle enormi calotte che si muovono molto lentamente. I ghiacciai dell’Antartide, inoltre, a causa dell’enorme spessore del ghiaccio (che in alcune zone supera i 4000 metri) costituiscono anche gli archivi più antichi. Si pensa di poter arrivare a strati vecchi quasi un milione di anni. Comunque, anche se non si spingono così indietro nel tempo, importanti archivi glaciali si trovano anche in Groenlandia e sulle principali catene montuose, tra cui le Alpi e l’Himalaya.

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Radioattività nel ghiaccio antartico in funzione della profondità (credits: Nature)

 

Nello studio degli archivi di ghiaccio uno dei problemi è quello di numerare le pagine, cioè di assegnare l’anno giusto ad ogni strato (o almeno l’epoca giusta a un gruppo di strati). Non è un problema facile. Per gli anni più recenti la radioattività può venirci in aiuto. Per esempio: sappiamo tutti che l’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, avvenuto nel 1986, ha immesso nell’atmosfera una certa quantità di isotopi radioattivi, tra cui il Cesio 137 icona_fotografie. Se, sfogliando gli strati, troviamo del Cesio 137 (ricordiamolo: non esiste in natura!) allora siamo certamente nel 1986 (in Antartide è un pò diverso in quanto, a causa della circolazione atmosferica, il Cesio di Chernobyl è arrivato solo l’anno dopo, nel 1987).Esistono strati radioattivi associati ad altri eventi ben precisi, come gli esperimenti nucleari fatti nell’atmosfera fino alla metà degli anni ’60, per questo ci sono altre pagine che possiamo datare con sicurezza misurandone i contenuti radioattivi. Ovviamente questo sistema non ci consente di andare troppo indietro nel passato (e i glaciologi posseggono per fortuna anche altre tecniche per datare gli strati più antichi). Tuttavia è proprio negli anni recenti che si sono manifestati con maggiore evidenza gli effetti del "global change", il cambiamento climatico ed ambientale che influenza l’intero pianeta. Ed è proprio in questi anni che è necessario studiare con maggiore attenzione l’eventuale effetto dell’azione antropica.

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