L'eredità di Enrico Fermi

13. La prima pila atomica

percorso a cura di Piero Patteri

Mentre la situazione europea precipitava verso la guerra il governo americano iniziò a mobilitare le risorse disponibili per rafforzare la macchina bellica in vista di un possibile coinvolgimento. Gli scienziati europei, in quanto stranieri e spesso provenienti da paesi ostili o occupati dalla Germania, non potevano lavorare ai progetti top secret ritenuti prioritari, come lo sviluppo del radar, ma le ricerche sull'energia nucleare erano considerate meno determinanti in caso di guerra. Gli stranieri, e tra essi Fermi che era il maggior esperto di neutroni al mondo, poterono quindi avere ruoli rilevanti nelle ricerche nucleari.

La decisione di fare tutti gli sforzi possibili fu annunciata il 6 dicembre 1941, il giorno prima dell'attacco giapponese a Pearl Harbour ed ebbe come immediata conseguenza una riorganizzazione amministrativa del progetto "uranio".

Emilio Segré, in 'Fermi' 1971

 

Due anni dopo la lettera di Einstein a Roosevelt molti scienziati americani si erano convinti dell'importanza che potevano avere le ricerche sull'energia nucleare. Dal gennaio 1942 tutta l'attività di ricerca fu accentrata nell'università di Chicago, sotto la direzione di Arthur Comptonicona_minibiografia. La prima fase si concluse il 2 dicembre 1942 a Chicago, quando sotto la direzione di Fermi si ottenne la prima reazione a catena controllata in una pila atomica. Compton comunicò il successo dell'impresa al capo della commissione governativa con una frase che è un riconoscimento del ruolo avuto da Fermi: "Il Navigatore Italiano è sbarcato nel Nuovo Mondo" 

 

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Un dipinto rappresentante il momento dell'entrata in funzione della pila atomica nell'università di Chicago.
A causa delle radiazioni in quell'occasione non fu possibile prendere fotografie.

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